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Volontariato responsabile: 10 cose da fare prima di partire

Per noi di Ayni, il volontariato responsabile è una priorità assoluta. Ma cosa significa volontariato responsabile?

Diciamo che si tratta di un insieme di pratiche e di procedure che vanno seguite sia dal volontario che dall’ONG per far sì che l’esperienza sia positiva per tutte le persone e le entità coinvolte. Le parole chiave sono: informazione, trasparenza e pertinenza.

Cosa puoi fare tu per essere un volontario responsabile? Il tuo percorso comincia prima della partenza! Come tutte le esperienze importanti, anche il volontariato all’estero richiede preparazione. Alcuni programmi offrono un periodo di training a tutti i candidati prescelti, altri no.

Indipendentemente da questo, ci sono alcune cose che puoi fare per conto tuo. Ecco la checklist di Ayni Cooperazione!

  1. Chiediti seriamente “Perché voglio partire?”
  2. Informati bene sull’organizzazione locale
  3. Scopri tutti i dettagli del placement e pianifica di conseguenza!
  4. Contatta un ex-volontario
  5. Comincia a scoprire la cultura locale e la situazione socio-politica
  6. Ripassa le lingue
  7. Assicurati di avere le risorse per portare a termine il tuo programma
  8. Documentati sulle dinamiche della cooperazione internazionale
  9. Mantieni una buona comunicazione con gli organizzatori e fornisci tutta la documentazione necessaria

 

  1. Chiediti seriamente: “Perché voglio partire?”

Motivazioni! Sei sicuro di sapere perché ti sei candidato? Fermati un attimo e pensaci su. Affinché l’esperienza ti soddisfi appieno, devi sapere perché stai partendo. Al di là della voglia di prestare servizio ad una causa che ti sta a cuore, ci sono sicuramente altri fattori che ti muovono. Aspirazioni professionali? Desiderio di scoprire il mondo? Imparare una lingua? Nuove sfide?

Le motivazioni vanno di pari passo con le aspettative, ed un volontario con le aspettative sbagliate è un volontario che non vede l’ora di andarsene. Assicurati quindi di sapere perché desideri partire e scopri se l’esperienza che hai scelto è quella giusta per soddisfare le tue necessità.

C’è un consiglio che vale per tutti: non pensare di poter cambiare il mondo da solo come volontario. 1 mese, 3 mesi o anche 1 anno non sono sufficienti per avere un vero impatto sulle problematiche che la popolazione locale ha affrontato durante decine di anni, o forse più. Non sono neanche sufficienti per cambiare la vita di un bambino rimasto orfano, o di una donna che è stata vittima di abuso, o di un migrante che ha perso tutto.

A che serve dunque fare il volontario? Ti permette di contribuire alla causa dell’ONG a cui presterai aiuto, affinché possa continuare a procedere verso il raggiungimento dei suoi obiettivi. L’organizzazione sì che ha la possibilità di avere un impatto positivo sulla problematica che cerca di risolvere!  Ed il tuo aiuto servirà anche alle persone con cui lavorerai. Non cambierai la loro vita ma potrai curare la loro malattia, insegnare loro una cosa nuova, o semplicemente regalare un sorriso.  Ed infine, fare volontariato serve te! A cosa ti serva, questo sarai tu a deciderlo.

  1. Informati bene sull’organizzazione locale

Una profonda conoscenza dell’organizzazione per la quale lavorerai è importantissima. Scopri la loro missione ed i loro valori, le pratiche che seguono, il loro approccio. Non avere paura di contattarli direttamente con tutte le tue domande! Ma prima ancora, esplora tutte le pagine del loro sito web.

Avere dei dubbi sulla legittimità dell’organizzazione è lecito. In certi casi è molto difficile reperire informazioni chiave, come la gestione dei fondi, le collaborazioni con altre ONG ed istituzioni, o anche il codice di condotta seguito in situazioni delicate. Per fortuna, esistono sempre più piattaforme per la trasparenza delle ONG, ed anche in Italia ne abbiamo una: si chiama Open Cooperazione.

  1. Scopri tutti i dettagli del placement e pianifica di conseguenza!

Ogni programma di volontariato ha la sue caratteristiche specifiche. Ci sono esperienze che causano una forte pressione psicologica ed emotiva viste le realtà umane con le quali il volontario avrà a che fare. Ci sono esperienze molto esigenti a livello di tempo ed impegno. E via dicendo.

Prima di partire dovrai aver ben chiaro tutto questo: il tuo orario di lavoro, l’eventuale pressione psicologica ed anche l’abbigliamento consigliato. Fatti dire se avrai giorni liberi o se l’organizzazione ha pianificato per te attività ricreative al di là dell’orario di lavoro. Uno potrebbe pensare che queste cose vengano chiarite dall’organizzazione, ma a volte non è così!

Fai le domande giuste e saprai cosa mettere in valigia. In più, una volta che avrai ben chiaro il tuo calendario, potrai pianificare le tue escursioni alla scoperta delle bellezze della zona. Fallo in anticipo perché per alcune cose bisogna prenotare per tempo (es. Camino Inca in Perù).

  1. Contatta un ex-volontario

Mandare un’email a un ex-volontario è il modo migliore per toglierti tutti i dubbi e partire preparato. Avendo già vissuto esattamente quello che vivrai tu, ti potrà dare qualsiasi tipo di informazione. Com’era la sua giornata tipo? Si è sentito utile? Dove ha alloggiato? Quanto spendeva al mese? Cosa bisogna mettere in valigia?

  1. Comincia a scoprire la cultura locale e la situazione socio-politica

Un volontario responsabile ha ben chiaro il quadro socio-economico del paese dove andrà a lavorare. Leggi un articolo o un libro che ti informi sulla storia del paese e la sua situazione attuale. Cerca pubblicazioni accademiche o di altre ONG relative ai problemi che la popolazione con la quale lavorerai affronta: analfabetismo, assenteismo scolastico, gang, discriminazioni, abusi, criminalità, guerre e conflitti, fame, mancanza di acqua potabile, o tanti altri. Certo, imparerai molto di più sul posto, ma è “responsabile” e rispettoso informarti prima di partirecome volontario.

  1. Ripassa le lingue

Rispolvera il tuo inglese, spagnolo, francese, portoghese o qualunque sia la lingua che ti è stato detto verrà usata per comunicare con gli altri. Nel caso in cui la lingua locale sia diversa dalla lingua che userai con i compagni dell’ONG, fai un piccolo sforzo ed imparane qualche parola. Poter usare le formule di cortesia corrette (grazie, prego, buongiorno, arrivederci) verrà sicuramente apprezzato (e potrebbe anche causare una certa ilarità!)

  1. Assicurati di avere le risorse per portare a termine il tuo placement

Una volta chiariti tutti i dubbi sull’organizzazione e sull’esperienza di volontariato per la quale ti sei candidato o ti vuoi candidare, analizza le tue capacità e le tue risorse. Chiediti, per cominciare, se avrai il tempo per concludere il periodo richiesto ed i soldi necessari al tuo mantenimento fino alla conclusione del programma. Dovrai poi verificare di avere le capacità e le esperienze necessarie al lavoro che dovrai svolgere, nonché riflettere sulle tue attitudini personali in relazione alle caratteristiche del progetto al quale desideri collaborare. Sii severo con te stesso: se non credi di poter sopportare una certa pressione emotiva, o le condizioni di lavoro, sei sempre in tempo per tirarti indietro e candidarti altrove. Riconoscere i tuoi limiti è importante sia per te che per l’ONG che sta per investire le sue risorse per prendersi cura del tuo training e della tua sistemazione.

C’è ancora tempo per migliorare! Prima della partenza puoi sempre colmare piccole lacune che puoi aver identificato. Sulla pagina web dell’ONG o su internet in generale, puoi trovare le risorse che fanno al caso tuo (idee per un workshop, tecniche di fundraising, raccomandazioni per l’intervento a favore di individui a rischio, e via dicendo)

  1. Documentati sulle dinamiche della cooperazione internazionale

Benvenuto nel grande mondo della cooperazione internazionale! Visto che, almeno per qualche mese, ne farai parte, tanto vale conoscerlo un po’ meglio. Spesso le persone lo vedono o tutto bianco o tutto nero. E non si rendono conto che invece è grigio, con abbaglianti fonti di luce e spaventose zone d’ombra. Mentre noi di Ayni prepariamo qualche post per capire meglio il mondo della cooperazione, vi rimandiamo ad un paio di articoli della Traccia Nomade, blog personale di Chiara, una delle fondatrici di Ayni: Cooperazione Internazionale- Uno sguardo d’insieme e Volonturismo- pericolo o opportunità?

  1. Mantieni una buona comunicazione con l’organizzazione locale e fornisci tutta la documentazione necessaria (referenze, certificato penale, passaporto, etc.)

Dimostrare di essere un volontario responsabile comincia con i piccoli gesti, come rispondere tempestivamente ai messaggi o alle richieste dell’ONG, e fornire la documentazione necessaria. La richiesta di presentazione di moduli, documenti d’identità o addirittura un certificato penale, non è da prendere come un fastidio o un’esagerazione. Un’ONG che si preoccupa di tutti questi aspetti dimostra di avere dei buoni processi interni  ed i necessari scrupoli per proteggere i loro beneficiari.

  1. E adesso riconsidera le tue aspettative! Se sei ancora deciso a partire… BUON VIAGGIO!

Scopri nuove opportunità di volontariato sul portale di Ayni!!

Quali altri consigli daresti ad un volontario che si accinge a partire? 

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One thought on “Volontariato responsabile: 10 cose da fare prima di partire

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