Volontariato internazionale responsabile in tre parole

Volontariato internazionale responsabile in tre parole

Se dovessi descrivere il volontariato responsabile con meno parole possibili, quali useresti? Per noi di Ayni, il volontariato internazionale responsabile si può riassumere in sole 3 parole parole:

SOSTENIBILITÀ – COERENZA – FORMAZIONE

Adesso ti spieghiamo perché.

Volontariato e Sostenibilità

La sostenibilità è l’ingrediente chiave di tutti i progetti di sviluppo. Senza sostenibilità non c’è sviluppo, senza se e senza ma. Sostenibilità significa che i progetti della cooperazione allo sviluppo devono essere realizzati per durare nel tempo, anche dopo che i finanziamenti si esauriscono ed i cooperanti stranieri se ne vanno. Se no, ogni volta si torna indietro.

Uno degli aspetti essenziali della sostenibilità di un progetto è quello della partecipazione della comunità locale. Il “fare inseme” opposto al “fare per qualcuno”. Chi più della comunità stessa può avere a cuore il benessere della comunità? Ecco perché sono i locali il segreto di ogni iniziativa di sviluppo, tanto in Africa come in Europa.

Anche quando si parla di volontariato è bene pensare alla sostenibilità. L’intervento dei volontari è sempre limitato nel tempo, senza eccezioni. Ma l’impatto del loro lavoro può invece essere duraturo. Ad esempio, attraverso il peer learning, lo scambio di conoscenze che può avvenire tra il volontario e le comunità e che arricchisce entrambi. Ma non solo.

I programmi realizzati dai volontari sono sostenibili quando c’è continuità. Questo si traduce, ad esempio, in visite periodiche regolari (anche una o due volte all’anno, ma senza mancare) oppure nel passare il testimone da un volontario all’altro senza lasciare periodi vuoti, di abbandono.

Pensate ad esempio ad un servizio di attività doposcuola che apre solo quando ci sono i volontari stranieri e chiude quando non ne arriva nessuno, senza un programma preciso. Può questo tipo di attività, apparentemente educativa, avere realmente un impatto positivo sulla comunità?

Volontariato e Coerenza

Coerente è ciò che non presenta contraddizioni. E un programma di volontariato non dovrebbe presentare alcuna contraddizione con gli obiettivi di sviluppo dell’associazione che lo gestisce né con gli interessi della comunità. Per quanto questo possa sembrare ovvio, purtroppo non è sempre così.

Per fare un esempio, non è coerente che i volontari svolgano attività manuali per le quali si sarebbero potuti impiegare degli specialisti locali. Generare lavoro è importantissimo per lo sviluppo socio-economico e, chiaramente, un volontariato che preclude questa possibilità è un volontariato incoerente con gli interessi della comunità.

Sappiamo tutti che il volontariato all’estero non è solamente questione di “dare” ma “dare e ricevere” allo stesso tempo. Una situazione win-win, insomma, che permette a volontari e comunità di arricchirsi reciprocamente e di imparare l’uno dall’altro. Ma tra volontari e comunità deve sempre esistere un’ordine di priorità molto chiaro: gli interessi della comunità sono più importanti di quelli del volontario, sempre.

Gli interessi del volontario, infatti, possono essere soddisfatti fintanto che sono coerenti con gli interessi della comunità. Appena i primi entrano in conflitto con i secondi, la decisione finale dovrebbe sempre favorire la comunità locale.

Volontariato e Formazione

Affinché tutti i partecipanti ai programmi di volontariato siano consapevoli dei due punti appena menzionati e di tante altre questioni che garantiscono la buona riuscita di un programma di volontariato è necessario che questi affrontino un programma di formazione. E non solo è importante svolgere attività di “formazione/orientamento” per preparare un volontario alla specifica realtà socio-culturale che lo attende. Bisogna parlare anche del perché si fa volontariato e a cosa quest’attività tanto acclamata realmente serva.

Sono sicura che qualcuno tra i lettori abbia almeno una volta usato o ascoltato frasi tipo “dare amore a quei poveri bambini” oppure “salvare le popolazioni africane” in relazione al volontariato internazionale. Forse non possiamo negare a nessuno l’intimo desiderio di cambiare il mondo e di lenire la sofferenza. Tuttavia, chiunque desideri svolgere un qualche ruolo nel mondo della cooperazione, compresi i volontari, deve rendersi conto di alcune cose:

  • Non è possibile colmare il vuoto che certi traumi lasciano nel cuore. Ed è sbagliato anche solo volerci provare, perché prima o poi un volontario riparte, e così facendo lascia solo un altro vuoto.
  • Non è possibile, in poco tempo, cambiare una situazione socio-economica che ha le sue radici in secoli di colonialismo (e neo-colonialismo).

Allora perché fare volontariato? Come farlo nel modo giusto? A quali principi attenersi? Queste sono alcune delle domande che trovano risposta nei corsi di formazione per volontari all’estero, compreso il corso online e low di Ayni: la Formazione al volontariato internazionale.

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