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Perché fare volontariato all’estero non è gratis: 7 (discutibili) motivi

In molti ci facciamo questa domanda: “Perché pagare se sto già offrendo il mio tempo, il mio lavoro e le mie capacità gratis? Non possono almeno darmi vitto e alloggio?”. Il volontariato internazionale è costoso e questo lascia molti senza parole. Non comprendiamo perché viene richiesto a noi, lavoratori non pagati, di contribuire ulteriormente all’economia dell’associazione, coprendo le spese (di vitto e all’alloggio, amministrative, di gestione…).

Per trovare una risposta, abbiamo bisogno di calarci nei panni delle associazioni che accolgono volontari e di fare un’analisi critica di costi e benefici. Qui di seguito trovate 7 motivi per cui fare volontariato all’estero non è gratis. Decidete voi se sono validi o meno, scrivendolo nei commenti qui sotto.

1. Perché le agenzie di volontariato offrono un servizio equivalente alle agenzie di viaggio

Se vi è capitato di partecipare ad un programma di volontariato internazionale gestito da un’agenzia saprete che i prezzi non sono affatto modesti. Ma, pensandoci bene, capirete che non può essere altrimenti: queste aziende svolgono la stessa funzione di un’agenzia di viaggi, compresa la prenotazione dei biglietti e la presenza di un tutor per tutta la durata del viaggio. Il prezzo elevato, quindi, derivata dalla necessità di coprire tutti i costi e di generare un profitto.

Un consiglio: se decidete di usufruire dei servizi di un’agenzia, assicuratevi almeno che parte del profitto che traggono dalle attività svolte vada agli enti non-profit con i quali collaborano.

2. Perché le associazioni non sono in grado di sostenere i costi del mantenimento dei volontari

Per quanto limitato, il costo del mantenimento di un volontario per tutta la durata della sua esperienza pesa sull’economia dell’associazione. Non tutte hanno a disposizione le strutture per il pernottamento e sono costrette ad affittare altri spazi. Ma anche se l’ente fosse proprietario di uno spazio adatto dovrebbe comunque farsi carico della pulizia, del mantenimento e delle bollette. A questo aggiungiamo 3 pasti al giorno ed ecco che il conto diventa salato.

Gli enti no-profit, che per loro natura si sostentano con i contributi di fondazioni, istituzioni e privati, non riescono facilmente a reperire i fondi per questo tipo di costi. I loro sforzi di fundraising si concentrano piuttosto su di una borsa di studio in più per i loro ragazzi, o i soldi per assumere un altro operatore per i loro progetti.

Volontariato in Africa

Foto di Safisha Africa Welfare Foundation

3- Perché le associazioni investono tempo e denaro per il reclutamento dei volontari

Farsi conoscere e notare in un settore che offre così tante opportunità in giro per il mondo non è facile. Per questo, se le associazioni vogliono ricevere volontari internazionali con continuità, devono sforzarsi per presentare una campagna di reclutamento di buon livello. Per farlo, c’è bisogno della creazione di video di presentazione e di materiale informativo, nonché della presenza su piattaforme come Ayni (non tutte sono gratis come la nostra!).

Una volta ricevute le candidature, poi, un membro dello staff deve esaminarle, gestire la comunicazione con il candidato, ed infine assisterlo dall’arrivo alla partenza. Alcune associazioni decidono quindi di quantificare gli sforzi investiti nel programma di volontariato e farlo pagare ai volontari stessi, attraverso la copertura dei costi amministrativi.

4. Perché le quote dei volontari mantengono “vive” le piccole associazioni

Molte piccole iniziative locali non godono del sostegno delle istituzioni, né di grandi fondazioni. Per il loro mantenimento si affidano al buon cuore dei privati. La crescente popolarità del volontariato all’estero, quindi, rappresenta per loro una vitale fonte di ingressi. Insomma, se non ci fossero volontari e se questi non pagassero la quota, è probabile che l’associazione cesserebbe di esistere.

5. Perché il lavoro dei volontari non compensa il costo del loro mantenimento

Spesso i volontari sono convinti di poter contribuire in maniera notevole ai progetti di un’associazione nel giro di 2 settimane. La realtà non è quella. Il costo del reclutamento e della pianificazione dell’esperienza, e successivamente del training del volontario, soprattutto se inesperto, è spesso maggiore del beneficio apportato dal breve servizio. Ecco perché in molti progetti la quota dovuta tende a diminuire con l’aumentare della permanenza.

Volontariato in Cambogia

Foto di KNGO

6. Perché i volontari stranieri se lo possono permettere

I costi di mantenimento delle piccole associazioni possono essere molto bassi, mentre un alloggio e un vitto per volontari all’altezza delle loro aspettative spesso non lo è. I direttori hanno capito che non vale la pena fare sforzi immensi per pagare quel prezzo quando per il volontario non è gran cosa.

7. Perché l’associazione di accoglienza offre un servizio al volontario

Il volontariato internazionale non è solo questione di donare il proprio tempo al prossimo. Oggigiorno chi fa volontariato sceglie questo tipo di esperienza perché desidera conoscere il mondo, avere un contatto con una cultura nuova, migliorare una lingua straniera, diventare cittadino del mondo, conoscere nuovi amici, rafforzare il CV con nuove soft skills, … Ecco perché molte associazioni considerano i programmi di volontariato un “servizio” offerto al volontario.

Certamente riconoscono il lavoro svolto dai volontari, le loro capacità professionali (quando ci sono) ed il valore della loro presenza come esperienza culturale per i beneficiari. Hanno capito però che anche il volontario vuole trarre beneficio dall’esperienza, un’esperienza che loro possono offrire, e non si sentono in colpa a farsi pagare per questo. Anche perché ciò che guadagnano viene poi reinvestito nella loro mission.

 

 

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2 thoughts on “Perché fare volontariato all’estero non è gratis: 7 (discutibili) motivi

  1. Patrizia Chiarappa on Reply

    Concordo pienamente con tutto ciò che avete detto.
    Ho fatto il questionario giorni fa e l’ho già inviato.
    Grazie per tutto!

    1. Chiara on Reply

      Non c’è di che Patrizia! Anzi, grazie a te per aver completato il questionario. Effettivamente tutte le motivazioni citate hanno una solida base di verità. Sappiamo però che alcuni sono d’accordo altri no! Grazie ancora e a presto.

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