fare volontariato all'estero è pericoloso?

Fare volontariato all’estero è pericoloso?

Se fare volontariato all’estero fosse pericoloso, non ci sarebbero ogni anno un milione e mezzo di persone (Tourism and Research Marketing, 2008), di ogni tipo e formazione, dai 16 ai 90 anni, che partono alla volta di mete lontane (e meno lontane) per prestare il loro contributo come volontari. Ma questo non vuol dire che un volontario non debba adottare qualche precauzione!

La scelta del paese: no red zones!

Sicuramente la scelta della destinazione è un fattore importante. È abbastanza ovvio che la situazione socio-politica di un paese influisca molto sulla sicurezza di chi decide di recarvisi. Le associazioni con le quali deciderete di fare volontariato, però, sapranno fornirvi informazioni dettagliate sul livello di sicurezza che potete aspettarvi. E potete contare sul fatto che, se la situazione fosse veramente pericolosa, i programmi di volontariato verrebbero sospesi.

Fate inoltre attenzione a non generalizzare. All’interno di uno stesso stato, a maggior ragione se questo è esteso, possono esserci sostanziali differenze tra una regione e l’altra. Ne deriva che in paese considerato tranquillo possono esserci zone esposte al rischio di conflitti, attentati o aggressioni a scopo di rapina. E viceversa, in un paese normalmente temuto possono esserci zone di sostanziale tranquillità e sicurezza.

Un buon riferimento per saperne di più è il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina. Consultatelo ogni volta che vi vengono dei dubbi! Il sito indica sempre quali sono le regioni di maggiore instabilità in ogni paese e in quali paesi sarebbe meglio, invece, non andare per niente.

Spostamenti e mezzi di trasporto… interessanti!

Un momento di particolare vulnerabilità per un volontario è quello degli spostamenti, soprattutto gli spostamenti interurbani. È opportuno informarsi sempre sulla sicurezza delle strade, capire se è possibile viaggiare sia di giorno che di notte senza problemi e quali mezzi sono sconsigliati perché maggiormente esposti al rischio di incidenti stradali. Potremmo dire che è una questione di senso comune, acuito dalla consapevolezza di trovarsi in un paese straniero e quindi sconosciuto.

Riconosco che, nonostante le raccomandazioni, il 90% di voi, prima di tornare a casa, userà un tuc-tuc nel traffico cittadino, salirà sul rimorchio di un camion per il trasporto della frutta, viaggerà su un pulmino che non vede una revisione dagli anni ‘60 o accetterà un passaggio in moto senza casco… Ma attenzione: non fate mai nulla senza avere una percezione realistica dei possibili rischi.

Sicurezza sul posto di lavoro

I rischi associati con la vostra attività di servizio sono praticamente nulli, perché il programma di volontariato è stato pensato da un’associazione che ci tiene alla vostra sicurezza e che vi accompagna in ogni momento. Se esistesse qualche rischio reale associato al vostro lavoro, l’associazione avrà sicuramente già preso le opportune misure per contrastarlo. Ad esempio, alcune associazioni possono chiedere di indossare sempre una certa maglietta o gilè per essere riconosciuti come volontari in luoghi dove la presenza di uno straniero qualsiasi può attirare l’attenzione.

Generalmente, i momenti ai quali dovete prestare maggiore attenzione sono quelli di arrivo e di partenza dal progetto (centro, scuola, ospedale, etc.), in particolare se questo di trova in una zona particolarmente svantaggiata (ad esempio, uno slum) o isolata (ad esempio, un centro di ricerca nella foresta Amazzonica). Anche in questo caso, però, l’associazione verrà in vostro aiuto se necessario, ad esempio fornendo un trasporto comune laddove muoversi in modo autonomo potrebbe esporvi ad inutili rischi.

I consigli dei locali sono preziosi

L’associazione di accoglienza non mancherà di fornirvi indicazioni riguardo al comportamento da adottare per evitare problemi. Potrebbero consigliarvi di non camminare per le strade di notte, di prendere solamente i taxi di certe compagnie, di vestirvi in un certo modo, di non mangiare certe cose, etc. Tutti questi consigli sono preziosi! Fatene tesoro! Potrebbero evitarvi furti, spaventi o brutte intossicazioni alimentari.

Sicurezza in città

Nelle città di tutto il mondo esistono quartieri sicuri e quartieri meno sicuri. A volte, basta attraversare una strada o prendere una svolta sbagliata per trovarsi in un altro mondo. Per la vostra sicurezza, fatevi spiegare quali quartieri possono essere considerati sicuri e quali no, e mantenete un certo livello d’allerta i primi giorni, giusto per capire come funzionano le cose.

Assistenza 24/7 per volontari internazionali

Rispetto ad un viaggiatore, i volontari hanno un grosso vantaggio: il fatto che, appena atterrati, vengono accolti da un’associazione e guadagnano subito un posto nella comunità locale. L’associazione di accoglienza fornisce assistenza 24/7 ed è sempre pronta ad intervenire se uno dei volontari avesse un problema. È inoltre in grado di fornire tutte le informazioni ed i consigli necessari ad un volontario per ambientarsi e per tenersi lontano da inutili rischi.

Quindi fare volontariato all’estero è pericoloso? No, non più di quanto un viaggio all’estero lo possa essere! Non lasciatevi cogliere da ingiustificati timori e non perdete l’opportunità di diventare volontari con Ayni!

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Foto di Aurora, volontaria in Guatemala con Trama Textiles

Diventare un volontario

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