Come scegliere l'associazione per fare volontariato all'estero

Come scegliere l’associazione giusta per diventare volontari all’estero

Pronti per vivere una splendida esperienza di volontariato all’estero? Se avete intenzione di partire, una delle decisioni più importanti da fare sarà la scelta dell’Ong o associazione a cui offrire la vostra collaborazione. Ogni ente, infatti, opera in modo diverso, con diverse priorità. Ed anche il loro modo di approcciare i volontari potrebbe essere diverso. Come fare, quindi, per scegliere l’associazione giusta?

Cominciare a conoscere l’associazione

Il primo passo è la ricerca online. Date un’occhiata al profilo Ayni per capire, a colpo d’occhio, qual è la missione dell’organizzazione e quale tipo di collaborazione viene proposta ai volontari. Se vi rimangono dei dubbi esplorate il sito o, ancora meglio, fatevi un giro sulle pubblicazioni social dell’organizzazione, soprattutto Instagram e Facebook, per comprendere la quotidianità sul campo.

Potrebbero, però, rimanervi dei dubbi, soprattutto riguardo ai dettagli logistici del programma di volontariato, o alle condizioni abitative, oppure riguardo alle dinamiche di lavoro e all’organizzazione del team operativo sul campo. È importante chiarire qualsiasi dubbio prima di partire per allineare le vostre aspettative alla realtà che vi attende.

La ricerca non basta!

Non vergognatevi di fare domande! Per il successo della vostra missione come volontari dovete avere ben chiaro cosa vi attende e avere le giuste aspettative. Questo vi permetterà di pianificare e di “abituarvi all’idea” di come potrebbe andare una volta sul campo. Eventi e situazioni troppo “sorprendenti” potrebbero scoraggiarvi, destabilizzarvi o deludervi, e sfociare eventualmente nell’abbandono del programma. E questo non gioverebbe né a voi né all’associazione che contava sul vostro sostegno.

3 domande a cui dare risposta

Le esigenze individuali di ognuno sono diverse. Se siete celiaci, ad esempio, vorrete certamente informarvi riguardo al menù proposto in mensa. Ma ci sono alcuni aspetti più generici che potrebbero interessare chiunque! Vi proponiamo quindi una lista di domande a cui dovete dare assolutamente una risposta prima di partire.

1. Dove dormirò e con chi?

La questione abitativa è fondamentale.

Se l’alloggio è fornito dall’associazione è necessario capire:

  • Di che tipo di alloggio si tratta (famiglia, casa dei volontari o altro)
  • Servizi a disposizione (cucina, wifi, bagno in casa, acqua calda, elettricità, acqua 24/24…)
  • Privacy (camera condivisa o singola, bagno in camera o no)
  • Distanza dal progetto e logistica degli spostamenti giornalieri verso il progetto

Se l’alloggio NON è fornito dall’associazione:

  • In quali zone è raccomandabile trovare una sistemazione (e in quali assolutamente no)
  • Quali sono i canali sui quali potete trovare una sistemazione (Airbnb, gruppi Facebook, giornali locali, passaparola…)
  • Qual è il prezzo da pagare approssimativamente (anche per evitare imbrogli)
  • Informazioni sulla logistica degli spostamenti giornalieri verso il progetto
2. Con chi lavorerò e dove?

È opportuno chiarire fin da subito due cose: se il vostro lavoro verrà costantemente assistito/supervisionato da un responsabile e se svolgerete le vostre mansioni in modo individuale o come parte di un team. Il peso della responsabilità che vi verrà affidata dipende molto da questi due fattori. È ovvio che se, dopo un periodo di orientamento, sarete chiamati a svolgere il vostro lavoro in modo autonomo, dovrete prepararvi ad assumere una certa responsabilità. Per alcuni questo può essere stimolante! Per altri, invece, spaventoso.

Altrettanto importante è capire quali saranno le condizioni e l’ambiente di lavoro. Se c’è un ufficio a disposizione, se è necessario portare il proprio portatile, etc. Ma soprattutto bisogna chiedersi da chi è effettivamente costituito il team di professionisti sul posto.

Qualcuno di voi potrebbe nutrire il desiderio di lavorare a contatto con un team di professionisti specializzati per imparare da loro; altri potrebbero preferire l’opportunità di condividere le proprie competenze con un team non specializzato che abbia voglia di imparare. Alcune associazioni locali sono, per così dire, “a conduzione familiare” e non hanno grandi competenze a livello di comunicazione, fundraising, progettazione o anche sviluppo di modelli di lavoro specializzati (pedagogici o formativi, ad esempio). In che contesto volete lavorare voi?

3. Com’è il villaggio/la città/il quartiere?

La vostra curiosità principale sul luogo del volontariato dovrebbe essere in relazione alla sicurezza. È importante capire fin da subito quali sono i rischi reali, ad esempio: è sicuro uscire da soli la sera? Quali zone evitare sempre e comunque? È sicuro girare a piedi? È sicuro prendere un taxi per strada? Come percorrere il tragitto dall’alloggio al progetto per evitare ogni rischio?

Questa preoccupazione è decisamente più rilevante per chi svolge volontariato in città, piccole o grandi che siano, soprattutto se il progetto da sostenere si trova nella periferia, in uno slum o in un quartiere svantaggiato.

Oltre alla sicurezza, potrebbe essere interessante capire se sul posto ci sono molti stranieri o prevalentemente locali, quali sono i servizi a disposizione (bancomat, ristoranti, possibilità di fare sport…), se è possibile collegarsi a internet o quanto dista il centro urbano più vicino e come arrivarci. Queste questioni, ovviamente, sono più pertinenti per un volontariato nelle zone rurali, perché le grandi città del mondo offrono tutti i servizi a cui possiamo essere abituati.

4. Mi venite a prendere in aeroporto? Oppure viaggiamo insieme?

Se partite con un’associazione italiana è possibile programmare la partenza in modo da poter viaggiare con lo staff o con altri volontari. Ma se andate a sostenere un ente locale questa, ovviamente, non sarà un’opzione.

Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma per alcuni di voi potrebbe essere molto importante poter contare sull’accoglienza in aeroporto al momento dell’arrivo. Dopo aver passato diverse ore in aereo, l’idea di arrivare da soli in un paese straniero potrebbe essere fonte di ansia e preoccupazione. Ad esempio, il fatto di doversi immediatamente preoccupare di cambiare i soldi nella valuta locale per poter prendere un taxi o un mezzo pubblico, capire come arrivare a destinazione, e molto altro ancora.

Per un viaggiatore esperto questo non sarà certo un problema, ma altri potrebbero cominciare a sentire le ginocchia che tremano. Inoltre, la vostra destinazione potrebbe essere facilmente raggiungibile dall’aeroporto, oppure no. Magari una volta scesi dall’aereo è necessario fare ancora un pezzo in pullman o in treno.

Scegliere sempre l’associazione giusta

Ognuno di noi ha bisogno di sentirsi a proprio agio quando è lontano da casa, ma ogni volontario che parte ha un livello di comfort diverso. La nostra raccomandazione è di trovare il programma di volontariato adatto alle vostre necessità come individui e di non fare il passo più lungo della gamba.

Fare volontariato è sicuramente una bellissima avventura, ma quando la trepidazione si trasforma in terrore, c’è qualcosa che non va. Grazie alla varietà di programmi di volontariato proposti, ognuno di voi può trovare la soluzione adatta e partire senza paura alla volta di un viaggio che non dimenticherà così facilmente.

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